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La cartapesta leccese: l’arte povera che dà forma al sacro

6 giugno 2026

La cartapesta leccese è una delle espressioni artistiche più originali e identitarie del Salento. Nata come risposta pratica alle esigenze delle chiese tra XVII e XVIII secolo, si è trasformata nel tempo in una vera e propria arte, capace di unire tecnica, creatività e spiritualità. La cartapesta non è solo un materiale povero: è un linguaggio che ha permesso agli artigiani salentini di dare forma al sacro, di raccontare storie, di creare figure che ancora oggi popolano chiese, processioni e musei.



Le origini: tra necessità e ingegno


La diffusione della cartapesta nel Salento risale tra XVII e XVIII secolo, in un periodo in cui le chiese avevano bisogno di statue leggere, economiche e resistenti da utilizzare nelle processioni. Le statue in legno o marmo erano costose e difficili da trasportare. La cartapesta offriva una soluzione perfetta: un materiale povero, facilmente reperibile e sorprendentemente versatile.

Gli artigiani salentini, osservando tecniche già diffuse in altre regioni italiane, svilupparono un metodo proprio, più raffinato e più adatto alle esigenze locali. Lecce divenne rapidamente un centro di produzione, grazie alla presenza di botteghe capaci di trasformare carta e colla in opere d’arte.



La tecnica: un processo complesso e affascinante


La realizzazione di una statua in cartapesta è un processo lungo e articolato, che richiede abilità, pazienza e conoscenza dei materiali. Tutto inizia con una struttura interna, chiamata armatura, realizzata in ferro filato, paglia o canne intrecciate. Questa struttura definisce la postura e le proporzioni della figura.

Sull’armatura vengono applicati strati di carta imbevuti di colla naturale, ottenuta da farine o amidi. La carta viene modellata a mano, strato dopo strato, fino a ottenere il volume desiderato. Una volta asciutta, la superficie viene rifinita con gesso, che permette di scolpire dettagli finissimi: pieghe dei vestiti, espressioni del volto, mani, capelli, decorazioni.

La fase finale è la pittura, che richiede grande sensibilità artistica. I cartapestai utilizzano colori naturali, velature e tecniche pittoriche che imitano il legno, il marmo o la terracotta. Il risultato è sorprendente: statue leggere ma solide, capaci di resistere al tempo e di trasmettere un’intensa espressività.



Le botteghe leccesi: luoghi di arte e tradizione


Lecce è ancora oggi uno dei centri più importanti d’Italia per la cartapesta. Le botteghe storiche del centro, soprattutto tra via Palmieri, via Libertini e le strade che circondano il Duomo, custodiscono tecniche tramandate da secoli. Entrare in una bottega significa assistere a un processo creativo che unisce tradizione e innovazione.

Gli artigiani lavorano spesso in spazi piccoli, pieni di statue in varie fasi di lavorazione: armature appena costruite, figure in carta ancora umida, volti in gesso pronti per essere dipinti. Ogni bottega ha uno stile riconoscibile, frutto di generazioni di maestri che hanno affinato la tecnica e sviluppato un linguaggio artistico personale.



La cartapesta nelle chiese e nelle processioni


La cartapesta è profondamente legata alla religiosità popolare del Salento. Le statue dei santi, i presepi, le figure sacre e gli elementi decorativi realizzati in cartapesta popolano chiese, cappelle e confraternite. Durante le processioni, soprattutto tra XVIII e XIX secolo, la leggerezza della cartapesta permetteva di trasportare statue monumentali senza difficoltà.

Molte opere storiche sono ancora oggi conservate nelle chiese di Lecce, Nardò, Galatina, Gallipoli e in numerosi centri del Salento. Alcune statue sono diventate simboli delle comunità, portate in processione durante le feste patronali e custodite con grande devozione.



Un’arte povera che diventa eccellenza


La cartapesta leccese è un esempio straordinario di come un materiale povero possa diventare un mezzo artistico di grande valore. La sua forza sta nella capacità di unire semplicità e raffinatezza, artigianato e spiritualità. Ogni statua racconta una storia: quella del santo rappresentato, quella della comunità che lo venera, quella dell’artigiano che ha modellato la carta con le proprie mani.



La cartapesta oggi: tra tradizione e contemporaneità


Oggi la cartapesta continua a vivere grazie a botteghe, scuole e iniziative culturali che ne preservano la memoria. Molti artigiani contemporanei hanno saputo rinnovare questa tradizione, creando opere che dialogano con il design moderno, l’arte contemporanea e le installazioni urbane.

La cartapesta non è più solo un’arte sacra: è diventata un simbolo della creatività salentina, capace di adattarsi ai linguaggi del presente senza perdere la propria identità. Musei, mostre e laboratori permettono ai visitatori di scoprire da vicino questa tecnica affascinante, che continua a rappresentare uno dei patrimoni più preziosi del Salento.



Un patrimonio da custodire


La cartapesta leccese è un patrimonio culturale che racconta la storia di un territorio e delle persone che lo abitano. È un’arte che nasce dalla povertà dei materiali ma dalla ricchezza delle idee, dalla capacità di trasformare la carta in emozione, dalla volontà di dare forma al sacro attraverso un linguaggio semplice e potente.

È un’eredità che continua a vivere nelle mani degli artigiani, nelle chiese del Salento e nella memoria collettiva di una terra che ha saputo trasformare la creatività in identità.