Pronuncia
scaz-za-mur-rèd-dhu
Significato
Nel Salento ogni casa ha i suoi segreti, e tra i più inquietanti c'è quello dello scazzamurreddhu — o municeddhu, come lo chiamano in alcuni paesi — il folletto notturno che abita le abitazioni delle famiglie salentine da tempo immemorabile. Non è un fantasma, non è un demonio: è qualcosa di più misterioso e ambiguo, una creatura del folklore popolare che si muove nel confine sottile tra il mondo dei vivi e quello dell'invisibile.
Chi è lo scazzamurreddhu
Lo scazzamurreddhu viene descritto come un essere di piccola statura — alto come un bambino di pochi anni — con un cappello rosso in testa che rappresenta il segreto del suo potere. Si insinua nelle case di notte, quando tutti dormono, e si diverte con scherzi crudeli: disfa le trecce alle donne mentre dormono intrecciandole in nodi impossibili da sciogliere, si siede sul petto dei dormienti impedendo loro di respirare liberamente, sposta gli oggetti, nasconde le chiavi, rode i piedi dei bambini. Chi si sveglia stanco dopo una notte intera, con i muscoli indolenziti e la sensazione di non aver riposato, viene detto vittima dello scazzamurreddhu.
Rubare il cappello: la leggenda del dominio
La tradizione popolare insegna che chiunque riesca a sottrarre il cappello rosso allo scazzamurreddhu acquisisce potere su di lui: il folletto è costretto ad esaudire qualsiasi desiderio del suo "padrone" pur di riottenere il copricapo. Ma ci vuole astuzia e coraggio, perché lo scazzamurreddhu è velocissimo, sparisce nell'ombra in un istante e non si lascia prendere facilmente. Alcuni racconti tramandati di generazione in generazione narrano di contadini che erano riusciti nell'impresa, ottenendo ricchezze o rivelando la posizione di tesori nascosti prima di restituire il cappello maledetto.
Le varianti locali e i nomi
In dialetto salentino il nome scazzamurreddhu si compone di scazza (che evoca l'azione di prendere, afferrare, disturbare) e murreddhu (piccolo moro, piccolo essere scuro). In molti paesi del Salento lo stesso essere viene chiamato municeddhu — dal latino monachus, monaco — a evocare la sua figura incappucciata che si aggira silenziosa nella notte. Le due denominazioni convivono nella tradizione orale salentina e indicano la stessa creatura, con lievi variazioni nelle caratteristiche secondo il paese: in alcuni luoghi è più malizioso, in altri quasi bonario, uno spirito che porta fortuna alla famiglia se trattato con rispetto.
La paralisi del sonno e la scienza
Oggi sappiamo che la sensazione di oppressione sul petto durante il sonno — il peso dello scazzamurreddhu che si siede sul dormiente — corrisponde a quello che la medicina moderna chiama paralisi del sonno: un fenomeno neurologico in cui la persona si sveglia parzialmente ma i muscoli rimangono bloccati dalla fisiologica atonia del sonno REM. La sensazione di essere immobilizzati, di sentire un peso sul petto, di vedere o percepire una presenza nella stanza è universale nell'umanità, e ogni cultura l'ha spiegata con la propria mitologia: il nightmare anglosassone, l'incubus latino, la strega toscana che "sale" sul dormiente. Nel Salento questa presenza universale ha preso il nome e il volto familiare dello scazzamurreddhu.
Esempio d'uso
“Stanotte mi ha visitato lo scazzamurreddhu — mi sono svegliato stanchissimo con le trecce tutte annodate.”
Commenti
Ancora nessun commento — sii il primo!