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Termine Dialettale

MACARA

Francesco7 settembre 2026
MACARA 1

Significato

Nel Salento, terra di confine tra mito e realtà, la figura della macara — o masciara — rappresenta una delle più antiche e affascinanti espressioni della cultura popolare.

L’uomo, da sempre, ha cercato di dare un volto alle proprie paure e di spiegare ciò che non comprendeva; così, accanto ai racconti attorno al focolare, nacquero esseri sovrannaturali, spiriti e presenze che popolavano la notte e la fantasia contadina: macare, striare, lauri, municeddhi, scazzamurreddhi, sciacuddhi. Tra tutte, la macara è la più controversa.


Maghe e streghe del Salento

Le macare erano donne reali, spesso temute e rispettate, che praticavano la magia nera ma anche riti di guarigione e incantesimi d’amore.

Il termine deriva probabilmente dal latino magica, con l’aggiunta del suffisso ‑ara, tipico dei mestieri: “colei che pratica le magie”.

Al maschile, macaro, indicava stregoni, indovini o fattucchieri.

Le macarìe e le fattucchiarìe erano pratiche diffuse fino a pochi decenni fa. Si credeva che le macare potessero sciogliere malocchi, spezzare fatture o far innamorare qualcuno con filtri e formule segrete.

Usavano sangue, sale, fuoco, fantocci trafitti da spilli e parole pronunciate in griko, la lingua antica della Grecìa salentina.

Il sale versato nel fuoco dava inizio al rito, mentre le parole magiche colpivano l’immaginario dei presenti.


Le metamorfosi notturne

Si racconta che alcune macare e macari si trasformassero in gatti, maiali o cavalli per vagare nella notte e riunirsi con altri stregoni, soprattutto a Benevento.

All’alba tornavano umani, ma portavano sul corpo i segni delle loro peregrinazioni: graffi, ferite, contusioni.

Prima di morire, la macara doveva trasmettere il proprio potere, ereditato da uno spirito malefico, a un discendente pronunciando la formula:

“A chi lascio il lascito mio…”

Chi riceveva il dono poteva anche rifiutarlo.


La condanna della Chiesa

Dopo il Concilio di Trento, nel XVII secolo, la Chiesa considerò incantesimi e sortilegi come eresie da estirpare.

Molte macare furono perseguitate o costrette a nascondersi, ma la loro memoria sopravvisse nel linguaggio e nei racconti popolari.

Esempio d'uso

Dai non essere macara

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